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  ghezzichristian L'arte vola attorno alla verità
 
Diario
 


Come dice Péguy
"Una parola non è la stessa in uno scrittore e in un altro. Uno se la strappa dalle viscere, l'altro la tira fuori dalla tasca del soprabito"

Come dice il motto di Viaggialibro
"gira e rigira non è soltanto un libro".
Forse è per questo che ogni pagina ci lascia qualcosa dentro, ci rende più ricchi, ci rende qualcuno con qualcosa in più...

Ho finito di leggere "Io sono di legno" di Giulia Carcasi. mi sa che dal 12 di febbraio troverete una recensione sul sito di Viaggialibro... per ora posso solo dirvi che è scritto veramente bene...


Finito un libro se ne inizia un altro! "Il cacciatore di aquiloni" di Khaled Hosseini... ambientato a Kabul. la storia di un ragazzo che diventa uomo nell'intreccio di un presente accerchiato dal ricordo di un passato difficile da accettare... vediamo come va avanti... per ora sono a metà! FINITO!!!! è fantastico... l'ultimo respiro ti rimane in gola, non lo butti fuori più se non immaginando una continuazione...

ero in treno... e indovinate un po'? ho iniziato a leggere un libro... che novità direte voi... "La ricerca della felicità"... sì, proprio quello da cui è stato tratto il film... vedremo. poi dovrò vedere il film...




http://www.viaggialibro.it


6 giugno 2007

RIECCOCI!

 ViaggiaLibro
gira e rigira, non è soltanto un libro

Home - Libri In Viaggio - Chi siamo - Le nostre Storie - Scrivici - Sala Stampa

     

TORNA VIAGGIALIBBRO!!!
a Rho (MI) venerdì 8 giugno 2007
alle 21:00 nella sala del 
CentRho
, in Piazza San Vittore 24
 Tanti libri ed un nuovo viaggio nelle stanze della letteratura
- in collaborazione col Comune di Rho- Biblioteca Villa Burba -

In questo nuovo incontro, presenteremo un’appassionante storia che tratta di libri e di un misterioso scrittore:

L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn.

 

Venite e vedrete, ma soprattutto... potrete iniziare assieme a noi il viaggio: sarà disponibile una trentina di volumi dei vari libri messi in circolazione: se siete bravi, una copia sarà subito vostra!!!

Vi aspettiamo l'8 giugno alle ore 21:00. L'ingresso è libero!

Per ulteriori informazioni scrivete una email a: info@viaggialibro.it




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14 aprile 2007

Povertà

Il nodo della cravatta ti stringe la gola, ferma quella sensazione di resa lì, tra la lingua e la bocca dello stomaco che si è chiusa all'improvviso. A volte capita in treno, alla fine di una giornata passata a correre tra un appuntamento e l'altro, tra una riunione che da frutto e un'altra, che a posteriori, era meglio evitare. In treno o in mezzo a una strada. E che non mi vengano a dire che la povertà passa inosservata, che la povertà non ti stringe le budella, non ti irrita il naso con quel suo odore acre che risveglia i nervi, li infiamma, fino a quasi farli esplodere. La povertà, quando te la trovi davanti - quando te la sbattono davanti -  è un pugnale che non puoi schivare, è il colpo assestato nella notte a cui non volevi credere, in quella notte che accecavi con la luce artificiale del non-interesse.
Eppure non si riesce a ignorare un volto, uno sguardo di bambino che ti viene  gettato tra le braccia che stringono una borsa o il cellulare che ti mette in comunicazione con chissà quale luogo, quale persona. 
E un altro tarlo lavora i pensieri: che la povertà non sia solo una questione di soldi ma anche, soprattutto, di affetti, di amore, di calore..
Quello che provi all'improvviso è un miscuglio di sensazioni, una raffica di dubbi che sembrano sfociare nella resa, nel sipario che viene chiuso di corsa con quegli occhi a fissare il vuoto fuori dal finestrino o l'incrocio della prossima via da imboccare...




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1 aprile 2007

guardandosi intorno...

c'era un tipo, un cantante, uno che di nome faceva Giorgio, il quale diceva che "la libertà non è stare sopra un albero... libertà è partecipazione"... di cognome faceva Gaber.
e penso che mai come oggi siamo lontani da questa libertà, mai come oggi lo sguardo di ognuno non va oltre il proprio misero metro quadro, sguardo che punta il cielo, sguardo che è parralelo al tronco del proprio albero. e da sopra quell'albero si crede di dominare il mondo, di respirare un'aria pura, di essere liberi e di poter raggiungere la vetta di quel pino che è lì, a un salto. perchè lì, sicuramente, l'orizzonte sarà più ricco, più affascinante. e così scaliamo, tutti corriamo lungo la verticale del successo...
a me sta venendo voglia di rimettere i piedi a terra, di trovarmi un pezzo di terra e di tornare in campagna circondato da zappe e stivali in gomma per quando si irriga il campo. e sentire il sudore della fatica avvolto dalla brezza che scende leggera dalla montagna all'avvicinarsi della sera. Ho in testa un luogo, il luogo delle mie vacanze dove il gas metano è arrivato solo da qualche anno e le macchine sono in numero inferiore rispetto agli abitanti...
perchè forse con i piedi per terra riesci a dare del "tu" alla vita, a volare nonostante il peso del corpo... eppure non trovo il coraggio di scendere da quest'albero che sto scalando. quasi che il viaggio orizzontale fosse meno gratificante di una vita che non hai il tempo di vivere, di quella scalata che, storicamente, non porta alla felicità...
certo che l'uomo è strano, dico: l'uomo di questo secolo, l'uomo in carriera, l'uomo che quando gli si chiede chi è dice "sono un dottore", "sono un ragioniere", "sono un architetto"... perchè il verbo "fare" ha perso il suo fascino, è stato inglobato dal verbo "essere"... o forse è il verbo essere che è stato inglobato dal verbo fare...già. E nella mente, con la voce di Giorgio Gaber in sottofondo, una voce sussurra... "faccio il contadino"... peccato che quando mi hanno iniziato alla scalata mi hanno raccomandato di non guardare in basso... "Le vertigini!" si sono raccomandati, "attento alle vertigini, guarda sempre in alto, guarda sempre chi sta sopra di te non chi ti sta sotto". e ora che ogni tanto lo sguardo punta verso il suolo (e non verso il cielo - perchè forse le radici del cielo le trovi comunque a terra - ) ho paura che scendere significhi schiantarsi al suolo senza alcuna possibilità di un successivo respiro. che la distanza da terra sia già troppa, che mi servirebbe un paracadute, che forse è troppo tardi... 




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23 marzo 2007

C'è QUALCUNO CHE ABITA NELLA ZONA DI RHO?

C'è QUALCUNO CHE ABITA NELLA ZONA DI RHO (milano)? o conoscete qualcuno? Bisogna avvisarlo che stasera al CentRho c'è una serata da non perdere di musica e lettura!
Mi date una mano a far girare la voce?
ore 21.00 Ingresso libero al CentRho, piazza San Vittore!
ci si diverte! per saperne di più visitare il sito www.viaggialibro.it

grazie per la collaborazione!




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17 marzo 2007



 

 

 

ViaggiaLibro
gira e rigira, non è soltanto un libro

Ci rivediamo!!!


a Rho (MI) venerdì 23 marzo 2007

alle 21:00 nella sala del
CentRho,
in Piazza San Vittore 24
Nuovi libri ed un nuovo viaggio nelle stanze della letteratura
- in collaborazione col Comune di Rho- Biblioteca Villa Burba -

Siamo ancora noi, più carichi e desiderosi che mai di offrirvi un'altra serata di piacevole immersione nella lettura. Stavolta abbiamo scelto Daniel Pennac. Ci accosteremo a questo autore partendo dalle pagine di:

 "Come un romanzo".

Venite e vedrete, ma soprattutto... potrete iniziare assieme a noi il viaggio: sarà disponibile una trentina di volumi dei vari libri messi in circolazione questo mese: se siete bravi, una copia sarà subito vostra!!!

Vi aspettiamo il 23 marzo alle ore 21:00. L'ingresso è libero!

Per ulteriori informazioni scrivete una email a: info@viaggialibro.it

www.viaggialibro.it

Vieni sul sito a scoprire le novità! 


io mi sto preparando per condurre questa serata... dammi qualche consiglio! hai già letto il libro? sei un amante di Pennac?
conosci i dieci diritti di ogni lettore?
Vi aspetto!!!




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7 marzo 2007

mi sono perso...

ciao a tutti! chissà se verrete ancora sul mio blog dopo quest'assenza lunga quasi un mese... come qualcuno sa il lavoro mi sta prosciugando il tempo libero e il sonno si mette a fare gli sgambetti nel poco tempo libero... insomma: proprio come per i vecchietti!
prendo spunto da un post di lisa... parlava del mondo in bianco e nero, del piacere che se ne prova a vederlo così, con sfumature che spaziano solo nelle tonalità di grigio...
affascinante, mi sono sempre piaciute le foto in bianco e nero: togliere i colori è avere un'immagine più ferma, meno aggressiva, più disposta a farsi guardare... ma dopo un po' i colori bussano alla porta e non farli entrare significa perdere il coraggio di stare nella luce, di vedere anche quei colori che si vorrebbero smorzare perchè fanno male, perchè magari mettono in chiato situazioni e voci che si vorrebbero ignorare, che si vorrebbero regalare al silenzio dell'immobilità... e invece no! la vita è proprio questo alternarsi di colori, di sfumature, di parole cosparse di luce che mettono i brividi, che schiantano il respiro nel tempo che intercorre tra un respiro e l'altro... nei colori ci stanno gli stati d'animo: la malinconia, la rabbia, l'amore, la gelosia... i colori ci sussurrano qualcosa che sta dentro le persone, dentro le cose...
a volte però viene veramente voglia di chiudere gli occhi, di lasciare entrare la penombra nell'iride socchiuso, di mettere le mani aperte sul viso e lasciarsi trascinare in quella che Freud definiva la "realtà psichica", quella realtà che potrebbe esistere esclusivamente nella nostra testa... e così ignorare ciò che veramente c'è, ignorare ciò che diventa il margine doppio della nostra strada, della nostra vita...
il bianco e il nero sono i due estremi, la luce che gioca a respingersi, a fiondarsi da una parte all'altra del suo spettro... fortuna che in mezzo c'è il mondo in grado di darsi alla luce, fortuna che in mezzo ci sono i nostri occhi in grado di restare aperti sullo spazio di un sorriso, di una carezza, di una voce leggera che annuncia l'amore... e tutto si accende di colore, di sfumature che riposano nel bianco e nel nero che c'è in ogni vita...
buona giornata...




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18 febbraio 2007

coscienza

ieri avevo finito di lavorare. si chicchierava un po' delle solite cose, dei vari personaggi che sin incontrano ogni giorno nel locale o durante la giornata. Allora Marco si mette a raccontare di una chiacchierata avuta con un pizzaiolo egiziano, Mido. Si parlava di modi di lavorare, di come fare le cose... Mido dice che lui lavora con impegno, cercando di fare le cose al meglio perchè Dio lo vede e se lavorasse male poi verrebbe punito. Marco, metre lo racconta, dice che avrebbe voluto dirgli che quel Dio si chiama coscienza...
ecco un altro modo per allontanare Dio dalla nostra vita. sostituirlo con la coscienza, sostituire Dio con una parte di noi stessi, ignorare la sua Presenza perchè tanto autosufficienti...
mah.. ogni giorno mi ritrovo con meno parole da pronunciare, con quello sconforto che per essere superato ha bisogno solo di qualche gesto d'esempio...




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17 febbraio 2007

...



    VIAGGIALIBRO!                                             
                                   cosa aspetti? Visita il suo sito
                                   www.viaggialibro.it                                   
                                   e commentalo su questo blog!




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14 febbraio 2007

scandaloso!

da rimanerci scandalizzati, con la classica espressione di chi non vuole crederci, di quella notizia vorrebbe non averla mai letta perchè almeno avrebbe ancora un po' di speranza, un po' di fiducia in quello strano compito che è l'educare...
Una mamma ha picchiato la preside dopo essere stata convocata per via dei comportamenti da piccola bullista della figlia...
chissà da chi avrà preso la figlia? incredibile...




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13 febbraio 2007

Il mare...

Di navi, si sa, ce ne sono di tutti i tipi. Caravelle, piroscafi, navi da carico e navi da guerra ma anche navi dall’aspetto rimaneggiato come lance, scialuppe e feluche. Tutte sono unite dalla comunione con il mare, da quel rapporto che costruiscono giorno dopo giorno stando con i “piedi” a mollo. E quando vedi una nave salpare vedi un pezzo di storia, mille e più avventure prendere il largo per andare dove tu, che rimani sulla banchina, non puoi neanche immaginare. Perché spesso la destinazione non è mai la vera meta ma solo una scusa per una nuova avventura, per lasciarsi incantare dalle sfumature di un’alba lontana chilometri e chilometri dall’orizzonte che per noi è l’unico orizzonte. Mi direte che non esistono più queste cose, che oggi le navi sono degli immensi marchingegni tecnologici galleggianti. Forse è vero. Ma su ogni nave c’è un uomo, almeno un uomo che si lascia stupire dalla novità, forse dal primo viaggio, viaggio che non è ancora abitudine. E se l’oceano si arrabbia, se le onde cercano di scalfire la nave a tribordo o babordo è solo una questione di fiducia non lasciarsi prendere dalla paura. Una volta c’erano le vele pronte a gonfiarsi al respiro del vento, oggi ci sono i motori. Ma la passione per il mare non si è spenta. Se cerchi bene troverai sempre quel tale che del mare è innamorato e sentirai il suo respiro confondersi con il vento, il suo cuore gonfiarsi come una di quelle vele destinate alla scoperta dell’isola sconosciuta…




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