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  ghezzichristian L'arte vola attorno alla verità
 
uno sguardo poetico
 


Come dice Péguy
"Una parola non è la stessa in uno scrittore e in un altro. Uno se la strappa dalle viscere, l'altro la tira fuori dalla tasca del soprabito"

Come dice il motto di Viaggialibro
"gira e rigira non è soltanto un libro".
Forse è per questo che ogni pagina ci lascia qualcosa dentro, ci rende più ricchi, ci rende qualcuno con qualcosa in più...

Ho finito di leggere "Io sono di legno" di Giulia Carcasi. mi sa che dal 12 di febbraio troverete una recensione sul sito di Viaggialibro... per ora posso solo dirvi che è scritto veramente bene...


Finito un libro se ne inizia un altro! "Il cacciatore di aquiloni" di Khaled Hosseini... ambientato a Kabul. la storia di un ragazzo che diventa uomo nell'intreccio di un presente accerchiato dal ricordo di un passato difficile da accettare... vediamo come va avanti... per ora sono a metà! FINITO!!!! è fantastico... l'ultimo respiro ti rimane in gola, non lo butti fuori più se non immaginando una continuazione...

ero in treno... e indovinate un po'? ho iniziato a leggere un libro... che novità direte voi... "La ricerca della felicità"... sì, proprio quello da cui è stato tratto il film... vedremo. poi dovrò vedere il film...




http://www.viaggialibro.it


9 febbraio 2007

Vivere...

VIVERE...

...
- Sono i bambini piccoli che fanno degli sforzi "per far piacere"... ai loro genitori. I giovani e gli adulti, se ne fanno, devono farli per se stessi. Sono loro in primo luogo i responsabili della loro vita.
- Ma non l'ho chiesto io di vivere! replicai vivacemente.
- E' vero. Nessuno da la vita a se stesso. La riceve... e vivere significa innanzi tutto accettare la propria vita. Molte persone vegetano tristemente perchè non hanno detto sì alla loro vita. Ma se esse accettano questa vita, e se ne raccolgono i frutti, devono anche accettare di farli germogliare e crescere. L'albero non è responsabile dei suoi frutti, ma l'uomo lo è, oppure... non è un uomo.
...

questo "dialogo" è tratto dal libro "Parlami d'amore" di Michel Quoist. un grande uomo che ha messo al servizio degli altri la sua umanità, anche attraverso le parole. Dalla prima volta che l'ho letto, questo dialogo (tra un ragazzo in cerca di se stesso e un saggio dalla storia unica - leggetelo! - ) mi è rimasto in testa perchè chiama in causa la realtà, quel modo di fare che spesso mi è appartenuto e che appartiene  a molti. spesso si dice che si fan le cose per gli altri... perchè non guardiamo invece quello che quel gesto porta a noi? Aiutare qualcuno è aiutarci a capire di più! ho sempre sostenuto (e vissuto) che fare volontariato è un modo per capire meglio noi stessi, l'umano, la vera natura del cuore. e quindi - per assurdo - più utile a chi lo fa che a chi lo riceve.
e poi il fatto di accettare la propria vita... chiaro! solo così uno ci può star dentro, cercare anche di modificarla! ma se uno la rifiuta si chiama fuori e si vede scorrere tra le mani i propri anni avvolti dal lamento...
Ragazzi - un libro fantastico! pensate che l'ho letto alla mia ragazza per telefono. ogni giorno un capitolo per circa un mese... e ogni volta ci faceva pensare, riflettere. ma non in modo astratto. ci faceva riflettere perchè chiamava in causa le nostre vite...




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6 febbraio 2007

provocazione

provocazione.
forse l'ennesima di questo blog. perdonatemi. ma mi interessa ciò che smuove la mia coscienza, il mio modo di stare nella realtà. e questa frase, per quanto cerchi, a volte, di evitarla, ritorna puntualmente davanti ai miei occhi...

"Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde se stesso?"

non è quello che facciamo ogni giorno? correre, correre, correre sempre dietro a impegni per soddisfare bisogni indotti, per soddisfare bisogni - surrogati di ciò che non riusciamo più a gustare: la famiglia, l'amicizia, il silenzio di una mattina sulla riva del mare...

o no?




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31 gennaio 2007

ci risiamo...

ci risiamo. è sempre la stessa storia. tu progetti una cosa e all'improvviso, il "caso" ti mette un'altra carta in tavola, quella che prima cercavi ma che ora avevi deciso di non cercare... insomma. sempre l'opposto di quello che si è deciso arriva a bussare alla porta! e non ce n'è! ieri avevo deciso di continuare gl studi declinando una possibile occasione di lavoro. "niente colloquio" mi ero detto. bene. primo pomeriggio arriva la telefonata di stèph, amico e con uno strano lavoro da direttore commerciale in una società di outsorcing... oggi alle 15 ho un colloquio, non potevo dire di no anche perchè non mi ha detto di che si tratta. sorpresa. e allora ti viene da pensare che a volte la vita sembra proprio prenderti in giro o metterti alla prova. prima ti porta vicino alla confusione assoluta e quando ti sforzi per raggiungere una porta te ne mette una più vicino, solo che è diversa... che casino! anche a voi capitano cose del genere? per ora vi do la buonanotte... a presto... vi farò sapere del mio colloquio...




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29 gennaio 2007

si viaggia...

devo uscire. stasera ho una riunione per organizzare i prossimi appuntamenti di Viaggialibro. ma prima volevo lasciarvi qualcosa da leggere, qualcosa che rimanga. la mia giornata di oggi non è così importante, troppo complicata, i soliti alti e bassi. e allora continuiamo il nostro viaggio con Rondoni...
questa volta non mi pronuncio. ma seriamente. aspetto i vostri commenti.


Trovare in casa all'alba abbandonati
i vostri giochi, uno Zorro
trasformato in motociclista
o su un cavallo sproporzionato,

un telefono colorato senza pile
un laccio delle scarpe
o una maglietta che sollevo adagio

è ricevere dal mare della notte
i segni di una terra,
di una riva che dal buio
si sporge al mio naufragio.

                   (da Avrebbe amato chiunque di Davide Rondoni)




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27 gennaio 2007

leopardi

vi lascio qualche verso tratto dalla poesia Aspasia di Giacomo Leopardi. Un richiamo all'amore vero, un invito a quell'amore che riconosce la sua radice nell'Autore. per non cadere nell'inganno...

Raggio divino al mio pensiero apparve,
Donna, la tua beltà. Simile effetto
Fan la bellezza e i musicali accordi,
Ch'alto mistero d'ignorati Elisi
Paion sovente rivelar. Vagheggia
Il piagato mortal quindi la figlia
Della sua mente, l'amorosa idea,
Che gran parte d'Olimpo in sé racchiude,
Tutta al volto ai costumi alla favella
Pari alla donna che il rapito amante
Vagheggiare ed amar confuso estima.
Or questa egli non già, ma quella, ancora
Nei corporali amplessi, inchina ed ama.
Alfin l'errore e gli scambiati oggetti
Conoscendo, s'adira; e spesso incolpa
La donna a torto. A quella eccelsa imago
Sorge di rado il femminile ingegno;
E ciò che inspira ai generosi amanti
La sua stessa beltà, donna non pensa,
Né comprender potria.

Raggio divino... ecco ciò che è l'amore che non finisce in uno sguardo, in un seno delicato o prosperoso che attira l'attenzione solo della passione e non del cuore... non lascio alla retorica il gusto di domandarvi se esiste ancora un amore vero. esiste. lo so. lo sperimento. costa fatica. ma da il centuplo...




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24 gennaio 2007

giorno unico

parlavamo di semafori e amori, tracce lasciate nella propria memoria da sguardi che hanno fermato il tempo o forse solo il nostro respiro per portarci dove non eravamo mai stati prima, per portarci dove tutto sfuma nella felicità. e in mezzo i pianti, i saluti, qualche addio che la vita ci costringe a mormorare a denti stretti, magari proprio nel momento in cui tutto sembrava trovare un equilibrio. chissà se esiste questo equilibrio, chissà che non sia solo una brutta parola, qualche storta sillaba che appare insieme a quel giallo che sa di rosso, a quel giallo che arresta il tuo passo a pochi metri dal semaforo.
stamattina sono uscito di casa con le solite mille cose da fare ma niente per la testa se non la voglia di respirare l'azzurro del cielo, di lasciarmi soggiogare dall'infinito spazio che si apriva davanti ai miei occhi, uno spazio senza orizzonte, uno spazio dove c'era tutto il mio essere, il dolore e i sorrisi passati.. dove c'ero io.
i polmoni erano disposti a collassare con quella sensazione dentro il cuore ma il respiro è stato vano. l'azzurro è rimasto nel cielo, nei polmoni solo il solito smog, la solita puzza a coprire gli odori del mondo. potevo girarmi e ritornare in casa o continuare a stare nel mondo di fuori con la delusione a schiantarmi nel vuoto creato da ciò che non è stato, una riga bianca che spezza la trama. ma è arrivato il pomeriggio con le sfumature di rosso a salutare la linea lontana che delimita la forza dell'occhio. sembrava neve infuocata quella che credevo di vedere su monti che in realtà non c'erano. era solo un gioco di luci sulle nuvole lanciate nell'aria. ma la fantasia è una delle pedine che abbiamo tra le mani. quell'azzurro del cielo invaso dal rosso, da quella luce di fuoco... è stato il filo che ha legato il primo e l'ultimo passo di un giorno unico. unico come tutti gli altri. unico perchè vissuto con il cuore in attesa di un segno che apra le porte del destino. e ora che scrivo, quei due momenti gettati tra le ore del giorno, mi regalano l'ultimo sorriso prima della notte...




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22 gennaio 2007

amore infinito

si vive d'azzardo, passaggi tra segni e parole a svanire nell'aria che prima trattenevi nel cuore. tutto è nel proprio respiro rivolto nel cielo, preghiera o rimpanto, grido spezzato dal vento che non lascia traccia dell'ennesimo pianto... si vive d'azzardo tra semafori verdi pronti a scattare sul giallo che incombe come lama a interrompere il passo. e allora ti guardi nel vuoto,che poi vuoto non è, cercando uno specchio o solo un vetro dove scorgere il proprio riflesso, chiedersi il senso del proprio fissarsi.  tutto diventa uno spazio rivolto sul mare infinito della propria coscienza.ma ci vuole il colpo di genio, la boccia del proprio coloro a scivolare lenta sul pallino sbiadito dalla sabbia sulla quale troppe volte è già passato per finire lì, intrappolato,in quella conca che accoglie e dichiara la fine di quella folle corsa... e il colpo d'autore è forse la sensazione che cade dal cielo: sentirsi nel giro immortale di un amore infinito...




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19 gennaio 2007

Sperare

Svelare i propri occhi
nell'intreccio di sguardi
aggrappati al nulla del fare,
fogli a crescere sul banco
di una giornata impegnata.
Eppure l'occhio esige
una corrispondenza di cuore,
il grido del vero a schiantare
parole di troppo
a creare silenzi di pace.
Si scorre sulla strada
di questo venerdì invernale
dove l'assurdo
ha le sembianze del tempo.
E noi a godere l'ennesimo tepore
senza domandarci il senso
o la paura.
E si svela l'abisso degli occhi:
richiamare il segno alla Speranza
è l'esercizio di ogni ora
avvolta in questa indifferenza
da schiavi.
                                   (19.01.2007)




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31 dicembre 2006

Paura nel Vangelo

La domenica mattina la sveglia suona alle otto... insorabile! si va a messa e si va ogni volta con uno spirito diverso. dipende da quello che è successo durante la settimana, dipende da cosa si è fatto la sera prima, da come va il rapporto con la ragazza e con gli amici... insomma: dipende da come sta il cuore, da come la ragione si fa carico della verità che, al di là delle proprie azioni, rimane lì, dentro di te a chiederti spiegazioni.
E oggi mi esalto. dico, a messa! io sono nel coro e nonostante la mia gola sia in condizioni pessime, non rinuncio a partecipare. perchè il canto rende più bello il momento, aiuta a condividere al gioia e il dolore di alcuni passaggi, lo sgomento e la sofferenza di altri.
ma arriviamo all'esaltazione, arriviamo al Vangelo di Matteo.

"...Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: <<Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perchè sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino>>. Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. Avendo però saputo che era re della Giudea Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret..."

cosa notate? la conosciamo quasi tutti questo stralcio di Vangelo, a catechismo ogni Natale ci facevano una testa grossa come non so cosa... quindi? La cosa che oggi mi ha sorpreso è la paura di Giuseppe ad andare a Nazaret nonostante il sogno! Nonostante quello che il Signore gli dice lui ha paura! Quando inizia il suo viaggio non si aspetta di trovare il figlio di erode al potere. si aspetta qualcun'altro. e invce no. quello che trova non è quello che lui aveva in mente, è un'altra cosa! e davanti a questa diversità lui ha paura, paura per quel bambino ricco di Mistero e per quella Donna ricca di Misericordia.
dico. Giuseppe nonostante un contatto quasi diretto con il Padre ha paura di una realtà che lui non aveva previsto. La cosa meravigliosa è che la venuta di Gesù è proprio calata nell'umano, non è una favola! lo si vede anche da questo, da quel sentimento di paura che è proprio dell'uomo davanti all'imprevisto.
e allora riconosco la grandezza di quella venuta perchè umana! cioè, come dice Don Giussani ricordando un avvenimento di quando era al seminario: "è una roba dell'altro mondo. in questo mondo!". è per questo che la paura di Giuseppe non è difetto ma umanità.
beh, vi saluto con il cuore emozionato da questa intuizione che mille altri avranno avuto prima di me. ma sentirla nascere in quel momento, durante la lettura... è una cosa dell'altro mondo, in questo mondo!




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30 dicembre 2006

I capolavori...


Questa mattina relax. Ascolto "I capolavori" di Beethoven e sento la vita scorrermi addosso, innalzare il respiro nell'esaltazione del cuore. il ritmo della musica si infrange sul pensiero che inesorabilmente si sgretola come lo scoglio da troppo tempo consumato dall'onda infinita del mare, da quell'andare e venire di un oceano impazzito che vuole conquistare spazio, che vuole un altro lembo di terra per il suo gioco d'artista. e la vita credo sia proprio così. te ne accorgi davanti ai capolavori, te ne accorgi ascoltando musica che è ritmo di un'anima impazzita, di un'anima che vuole segnare le pagine della propria vita con un talento che viene dall'alto, con un talento che si fa annuncio d'Infinito. Già. perchè davanti a questa musica non si può pensare che il mondo sia una trappola, che l'orizzonte sia la fine, che i nostri occhi resteranno per sempre prigionieri del gioco di sponda tra lavoro e casa, tra impegni e preoccupazioni. no, c'è qualcosa di più grande, c'è un oltre che possiamo solo intuire, che il cuore e la ragione riescono a cogliere anche se solo per una frazione. e quella frazione diventa l'esaltazione della natura umana perchè uno si riconosce infinito.
buona giornata amici del blog!
i ritmi della vita non hanno numero... cambiano all'improvviso, cambiano... ma quando "La goccia" (Chopin- se non l'avete mai sentita... fatelo al più presto!) rimane, quando è lei a creare il sottofondo, a placare il silenzio della disperazione con la sua presenza... non c'è cambiamento che spaventi, non c'è remora davanti al futuro ma solo affidamento...
a presto




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