Blog: http://ghezzichristian.ilcannocchiale.it

Il mare...

Di navi, si sa, ce ne sono di tutti i tipi. Caravelle, piroscafi, navi da carico e navi da guerra ma anche navi dall’aspetto rimaneggiato come lance, scialuppe e feluche. Tutte sono unite dalla comunione con il mare, da quel rapporto che costruiscono giorno dopo giorno stando con i “piedi” a mollo. E quando vedi una nave salpare vedi un pezzo di storia, mille e più avventure prendere il largo per andare dove tu, che rimani sulla banchina, non puoi neanche immaginare. Perché spesso la destinazione non è mai la vera meta ma solo una scusa per una nuova avventura, per lasciarsi incantare dalle sfumature di un’alba lontana chilometri e chilometri dall’orizzonte che per noi è l’unico orizzonte. Mi direte che non esistono più queste cose, che oggi le navi sono degli immensi marchingegni tecnologici galleggianti. Forse è vero. Ma su ogni nave c’è un uomo, almeno un uomo che si lascia stupire dalla novità, forse dal primo viaggio, viaggio che non è ancora abitudine. E se l’oceano si arrabbia, se le onde cercano di scalfire la nave a tribordo o babordo è solo una questione di fiducia non lasciarsi prendere dalla paura. Una volta c’erano le vele pronte a gonfiarsi al respiro del vento, oggi ci sono i motori. Ma la passione per il mare non si è spenta. Se cerchi bene troverai sempre quel tale che del mare è innamorato e sentirai il suo respiro confondersi con il vento, il suo cuore gonfiarsi come una di quelle vele destinate alla scoperta dell’isola sconosciuta…

Pubblicato il 13/2/2007 alle 11.15 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web